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Archive for giugno 2009

indios

Si sente molto parlare del fatto che la partita della (dis)informazione si giochi sempre di più sul confonto tra i due media ormai prevalenti: web e televisione.

In questi giorni abbiamo avuto una prova di tutto ciò in relazione a due notizie, una di grande importanza ma quasi

passato sotto silenzio, l’altra piuttosto di bassa lega ma che è diventata importante a causa degli attori coinvolti.

Penso innanzitutto alla protesta degli indios del Perù contro la vendita di terre delle loro comunità a delle imprese di estrazione petrolifera: la notizia delle rivolta, sfociata nel sangue e nell’assassinio di alcuni manifestanti è rimasta totalmente ignota a tutti per molti giorni. Le notizie degli scontri tra manifestanti e polizia hanno faticosamente forato il muro del silenzio anche grazie e fotografie eloquenti che hanno cominciato a girare in rete. A quel punto, anche i mezzi di comunicazione ufficiali hanno dovuto fare i conti con quello che stava accadendo in Perù, nuovo episodio di

uno scontro tra gli interessi economici dei più forti e la strenua resistenza dei deboli che conosce ogni giorno nuovi episodi, ai quattro angoli di questa terra fondata sulle ingiustizie.

L’altro caso, le inchieste attualmente in corso sul giro di ragazze compiacenti che frequentano il nostro presidente del consiglio. Non mi esprimerò nel merito, mi basta osservare una cosa banale: della notizia nei telegiornali italiani oggi

non vi è stata traccia, mentre sui siti dei giornali viene dato ampio risalto alla vicenda. E’ la dimostrazione di come il web stia intaccando in qualche modo il controllo quasi totale del mezzo televisivo sull’informazione. Tutto sommato il controllo dei giornali è sì ritenuto strategico, ma non lo è di sicuro come mantenere l’influenza sulle redazioni tele-giornalistiche, visti i numeri a confronto,che vedono la sparuta pattuglia dei lettori essere travolta dal mare dei tele-spettatori.

E’ prevedibile un futuro controllo più efficace anche sulla rete? Riusciranno a mettere a tacere anche quelle poche voci rimaste? Quanta parte di  conoscenza dei fatti ci è stata, e continuerà ad esserci negata?

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