Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2008

Dubbi

diario-02

Stasera si conclude il primo anno di vita “solare” di questo blog,  iniziato lo scorso Maggio. Provo piacere nello scrivere e nel tenerlo aggiornato, credo che internet stia dando, a me e a tanti altri, la possibilità di realizzare un desiderio coltivato da tempo: quello di tenere un diario dei propri pensieri, ma un diario “aperto”, che tutti posso aprire e leggere e su cui chi vuole può lasciare traccia del proprio passaggio attraverso un saluto, un augurio, un argomento.

Ci sono molti sostenitori del fatto che bisogna rimpiangere il mondo che abbiamo alle spalle: chi pensa che il nostro modo di vivere era più umano, più sincero anni fa e che le nuove tecnologie stanno distruggendo le capacità di relazione tra gli umani. E’ una opinione che rispetto, ma in tutta sincerità non riesco ad averne una mia..riscontro che con molti amici di un tempo i rapporti si sono via via rarefatti, ma non sono sicuro che questo si debba alla onnipresenza di internet nelle nostre vite; credo invece che sia la naturale conseguenza del fatto che ognuno ha preso una sua direzione, e che molti di noi devono innanzitutto contribuire alla vita della nuova famiglia che hanno costruito, sottraendo tempo alle  amicizie che ci hanno accompagnati negli anni dell’adolescenza e della giovinezza. Il cosiddetto “perdersi di vista” è una circostanza ben più vecchia di internet!

Certo, molte volte capita che ci si affidi con più frequenza ad un messaggio, a una e-mail piuttosto che ad una visita di persona per prendere contatto con un conoscente, e spesso mi chiedo se le nuove forme di comunicazione hanno “ucciso” le vecchie o semplicemente hanno riempito un vuoto che sarebbe stato riempito altrimenti dal silenzio.

 

Mi piace tantissimo la possibilità che i blog, e più in generale la rete, danno di permettere la circolazione delle idee: finalmente esiste un, decine, centinaia, milioni di canali alternativi per le informazioni. Se il flusso delle opinioni fosse limitato ai media ufficiali si tornerebbe alla situazione preesistente, alla impossibilità di farsi sentire se non scendendo a patti con i controllori dei mezzi di comunicazione. La mia preoccupazione è solamente quella di evitare che la rete non sia solo propedeutica alla circolazione delle idee, ma che la sostituisca, che diventi essa stessa il luogo dell’agire.

Per questo a volte mi chiedo quale sia l’utilità dei gruppi che nascono, ad esempio su Facebook o le petizioni online, a sostegno di questa o di quella situazione: vedo il rischio che molti considerino realizzato il loro partecipare solo attraverso un click, abbandonando l’impegno personale, concreto, diretto.

Tanti dubbi e poche risposte, del resto sono i dubbi il motore di tutto, o no?

Tanti auguri per un buon inizio 2009 ai lettori di questo blog, 2009 che seguiremo assieme, passo dopo passo, opinione dopo opinione.

Read Full Post »

La crisi

dollar-hr6w

Fiumi di inchiostro, montagne di carta stanno raccontando la crisi economica che ha investito il nostro mondo da alcune settimane. Parallelamente alla crisi, si sviluppa la sua letteratura. Una considerazione, amara, nasce spontanea: è proprio vero che non sappiamo guardare oltre la porta di casa nostra. La riduzione del nostro tenore di vita, la perdita del proprio lavoro sono sicuramente avvenimenti pesanti, quando non gravissimi. Ma se dover rimettersi in gioco appare una tragedia dalle proporzioni gigantesche, cosa pensare di tutti quei popoli su cui abbiamo scaricato 

per anni e su cui per anni scaricheremo il costo del nostro benessere?

Sembra che il cenone di Natale per alcuni di noi sia stato più modesto: è questo il dato da rimarcare, o non è forse più scandaloso che in questo angolo di mondo si abbia a disposizione più cibo di quello che ci serve?

Mesi fa il prezzo della benzina ha toccato livelli record: ma perchè dobbiamo disporre di un’automobile per poterci spostare ad ogni ora del giorno? Perchè per andare al lavoro migliaia di persone viaggiano da sole in automobile 

partendo dagli stessi luoghi per raggiungere gli stessi luoghi? Perchè la macchina viene utilizzata anche per coprire una distanza di 2-3 chilometri, distanza che una bicicletta coprirebbe in 15 minuti?

Ci si lamenta spesso del costo del gas per il riscaldamento..e ci dimentichiamo che solo per il fatto di avere acqua potabile che entra in casa dovremmo ogni giorno ringraziare il cielo, oppure Dio,oppure Allah, o chi preferite.

Come dicevo, tra le tante parole che si sentono dire in questi giorni accade spesso di sentire recitare queste formule: la crisi almeno sta avendo il merito di far esplodere la “bolla” che gonfiava l’economia; la crisi  sta avendo il merito di 

 

farci riconsiderare i nostri stili di vita, che non potranno continuare ad essere gli stessi. Ma chi l’ha detto? Chi ci dice che il mondo finanziario cambierà, che si smetterà di gonfiare bilanci, di cammuffare perdite, di imbrogliare consumatori e risparmiatori quando questa tempesta sarà finita? E chi di dice che saremo in grado di cambiare le nostre cattive abitudini di ultra-consumatori, di consumatori di cose inutili quando non dannose, di consumatori frustrati dall’assenza di cose che anni prima non possedevemo? Qualcuno di voi sta vedendo accadere qualcosa che vada in questa direzione? Spero tanto di sì.

Read Full Post »

Le scoperte della maturità

berlusconi4

Mi è capitato l’altro giorno di sentire un passaggio di una conferenza stampa del Presidente del Consiglio. Se non l’avessi sentito con queste orecchie non potrei crederci, sapete con chi ce l’aveva? Sapete quale era il suo bersaglio? I magistrati? No. L’opposizione? Neanche. I comunisti? Nemmeno. La burocrazia di Strasburgo?..allora vedo che siete fuori strada, meglio che ve lo dica io. Del resto, se non lo sapessi già non avrei mai indovinato. Tenetevi forte: ce l’aveva con gli evasori fiscali. Non sto scherzando, queste orecchie lo hanno sentito stigmatizzare, dolcemente per carità, chi non fa il proprio dovere con il fisco.
Che ne dite, lo accogliamo il buon Silvio tra le nostre file? Ha detto che chi non paga le tasse è responsabile del fatto 

che chi è costretto a pagarle deve sopportare una imposizione fiscale tra le più alte.
Ma dai!
Davvero? Nel 2008 il nostro Presidente del consiglio si è accorto che c’è chi evade le tasse. Dopo aver promosso col suo governo alcuni condoni fiscali tra i più efficaci (per salvaguardare gli evasori), dopo aver più volte ribadito il concetto secondo il quale è moralmente giustificabile non pagare le tasse, dopo aver messo più volte sul banco degli imputati lo stato ingordo che toglie risorse ingiustamente a chi si suda il pane…eccolo qui, bello come il sole, a 

Dicembre 2008 a dirci che se non è riuscito ancora ad abbassare le aliquote irpef la colpa è di una categoria di malvagi che deve aver scoperto solo oggi: gli evasori fiscali.
La grandezza di Berlusconi sta anche in questo: ha creato attorno a lui un paese in cui non esiste un giornalista che gli abbia chiesto il motivo di questa sua conversione senile. Non sarò certo io, non potendolo, a fargli questa domanda, mi limito pertanto ad accogliere il buon Silvio tra noi, lavoratori dipendenti che un qualche sospettuccio ce l’avevamo già..ma adesso con questa importante conferma le nostre posizioni assumono quella dignità prima negata. Grazie Silvio!

Read Full Post »

La freccia rossa

images3

Ogni tanto piace anche a me rincorrere l’attualità. Oggi non si fa che parlare del debutto dell’alta velocità ferroviaria sulla rete Italiana. Tanto per collegarmi al post precedente, c’è un paese, piuttosto vicino a noi, in cui l’alta velocità 

ferroviaria data del 1981. 28 anni dopo, eccoci arrivati. Si fa un gran parlare dell’opportunità dello sviluppo di questa modalità di trasporto, e del suo impatto sulle zone attraversate dalle linee ad essa dedicate. Non sono un esperto, mi limito solo ad osservare che se l’alternativa alle linee ad alta velocità è un incremento dei veicoli sulle strade o un aumento del traffico aereo, ecco che la soluzione ferroviaria mi sembra di gran lunga la più corretta.
Ieri ho avuto l’opportunità di testare non l’alta velocità, ma il nuovo treno che collega Venezia a Roma senza effettuare alcuna fermata da Padova in poi. In effetti un sia pur minimo guadagno di tempo c’è, stato si arriva a Roma da Venezia in 4 ore. Ovviamente siamo ben lontani dalle tre ore scarse che collegano Parigi e Marsiglia, per coprire una distanza 

di gran lunga maggiore.
L’introduzione di questo collegamento è avvenuta con il nuovo orario ferroviario. Il nuovo orario porta con se delle novità curiose: col passare degli anni il tempo di percorrenza tra le stazioni di Mira e Venezia aumenta, anzichè 

scendere o quantomeno rimanere costante.
Ricordo che negli anni ’80 e ’90 il tempo medio di percorrenza di questa tratta oscillava tra i 20 e i 21 minuti: immaginate la mia sorpresa quando ho visto che adesso ci si attesta sui 25-26 minuti. Né Venezia nè tantomeno Marano si sono spostate, come si giustifica tutto ciò??

Read Full Post »

Così vicina, così lontana

images2C’è una terra vicina all’Italia eppure lontanissima. C’è una terra che condivide dell’Italia molte vicende storiche, eppure il risultato finale di queste vicende sono due paesi molto diversi.
Il presidente di questo paese non teme di incontrare il Dalai Lama anche in presenza di inaccettabili minacce di ritorsioni da parte della Cina. Quel presidente è forse l’esponente di un partito di sinistra e terzomondista? No, viene da una coalizione di centro-destra.
In quel paese non hanno il Vaticano, o meglio, ce l’hanno avuto per un periodo e poi sono riusciti a liberarsene. Nonostante questo, in quel paese c’è un forte movimento sindacale e di opinione teso a limitare il lavoro domenicale nell’ambito del commercio e dei servizi. In Italia, dove la presenza della romana chiesa dovrebbe rappresentare un fiero baluardo all’affermarsi del lavoro domenicale, non c’è traccia di tutto ciò.
In quel paese, che ha visto la destra al potere per la maggior parte della sua storia dal dopoguerra ad oggi i giovani possono godere, a partire dai 26 anni d’eta, di un salario minimo di inserimento concesso per avere un sostentamento in attesa di occupazione. In quel paese, gli studenti che sono costretti a lasciare la casa dei genitori per avvicinarsi all’università, godono di un assegno mensile per coprire in parte le spese di alloggio. Spesso riescono a trovare alloggio in residenze universitarie ad affitto calmierato. In quel paese possono godere di questi aiuti non solo i ragazzi e le ragazze che ci sono nati, ma anche gli stranieri che vi trascorressero uno o più anni di studio.
Chi si azzarderebbe a chiedere l’applicazione di istituti di garanzia sociale come questi in Italia? Solo pochi scriteriati di estrazione sinistrorso-comunista, provocatori, visto che si sa bene che non ci saranno mai le risorse per politiche sociali così costose….eppure in quel paese così vicino e così lontano fanno parte della normalità quotidiana, e guai a chi pensasse di metterle in discussione.
Vi chiederete come stia il grande capitale in un paese in cui prima di tutto vengono considerate le esigenze delle famiglie, in cui la maternità e l’accudire i figli hanno il più alto livello di tutela…possibile che si possa lavorare bene in un paese così, in cui gli imprenditori sono ostaggio delle leggi e dei sindacati?
Guarda un po’, da quel paese provengono i più grandi gruppi della distribuzione commerciale, enormi multinazionali petrolifere, le più importanti compagnie di fornitura dell’energia, impressionanti colossi dei trasporti, sia dell’industria automobilistica, che di quella ferroviaria che aeronavale.
Come già detto in altri post, in Italia ci consoliamo con la continua attenzione che viene data alle famiglie nelle dichiarazioni dei protagonisti della vita politica: credo che in nessun altro paese la tutela sociale venga realizzata in modo così continuo e quotidiano, grazie ad un considerevole numero di interviste e di titoli su giornali e telegiornali.
Su questo versante i nostri vicini peccano un po’: raramente i protagonisti della vita politica esplodono dichiarazioni roboanti su clamorose nuove iniziative nel campo dell’assistenza sociale, della repressione della criminalità. Pensate che laggiù non riescono a dare la dovuta attenzione neanche a grandi questioni come l’elezione del presidente di una commissione parlamentare. Nessuno che si erga a paladino della difesa degli interessi dei più bisognosi, come la televisione a pagamento satellitare e i suoi abbonati.
Non credano quindi i nostri vicini di non avere nulla da imparare da noi: forse osservarci un po’ di più potrebbe aiutarli ad assomigliarci maggiormente e superare il solco scavato dalla storia?

Read Full Post »

La quarta settimana

img_4320

Questo è un post pubblico ad uso privato: con la scusa di aggiornare il blog, diffondo delle informazioni ad amici. Che cos’è la quarta settimana? E’ quella settimana che molte famiglie faticano ad affrontare e che per alcuni mesi è stata in cima alle dichiarazioni di molti esponenti della politica. Visto che le famiglie in difficoltà erano in cima ai pensieri di tutti i candidati, sia di destra che di sinistra, si poteva legittimamente pensare che poco importasse chi avrebbe vinto le elezioni politiche di qualche mese fa, chiunque avesse trionfato avrebbe avuto questa questione come “stella polare” per il suo impegno.

Lo sciopero generale della CGIL del 12 Dicembre cerca di fare una sintesi del malessere dei lavoratori di tutti i settori: i contratti di settore non vengono rinnovati per presunta mancanza di fondi, nessuna novità sul recupero del fiscal drag (la perdita di salario reale derivante da una aumento della tassazione sui salari che, dopo un rinnovo contrattuale, “aumentano”), stipendi bassi, troppo bassi per consentire alle famiglie di avere il coraggio di combattere la crisi economica spendendo.

Le preoccupazioni per la quarta settimana degli italiani si sono sciolte come neve al sole di Marzo: risorse che potevano essere impegnate per i rinnovi contrattuali vengono destinate al salvataggio di banche e compagnie aeree, mentre gli innumerevoli sprechi nella pubblica amministrazione continuano senza sosta.

Qui si entra nel campo, sempre più martoriato del pubblico impiego: le risorse stanziate per il rinnovo del contratto nazionale sono pari ad un aumento dell’1,7 per cento. E’ stato previsto inoltre un taglio del 10 per cento dei fondi per 

la produttività. Questo significa di fatto salari fermi in termini assoluti, e salari che arretrano se confrontati con un tasso di inflazione che negli ultimi mesi è stato superiore al 3,5 per cento. La risposta del governo, avvallata ahinoi dalla maggioranza delle sigle sindacali, è quindi quella di un rinnovo insufficiente, accompagnato dall’elemosina di 165 euro lorde che il comparto statale riceverà a risarcimento dell’assenza di rinnovo contrattuale durante il 2008. Questa una tantum è stata decisa unilateralmente, senza l’accordo dei sindacati, aprendo così un nuovo capitolo nelle relazioni.

Chi non lavora in un ente pubblico avrà forse l’immagine, fatta rimbalzare dai media, di un luogo in cui si entra solo per concorso, regolare o truccato che sia, in cui i fannulloni passano il tempo ad intralciare e rallentare le pratiche.

La situazione in realtà è ben diversa: il pubblico impiego è sempre di più lo sfogo degli appetiti della politica, usato strumentalmente per elargire favori e denaro agli amici. L’ondata moralizzatrice di Brunetta si scaglia contro i dipendenti, nulla dice (ovviamente) sull’impressionante spreco di denaro pubblico che si realizza nell’affidare incarichi e consulenze esterne ad amici e protetti, con la scusa che nell’ente di riferimento non esistono le professionalità necessarie.

Ma a qualcuno è mai successo di chiedere di chi sia la responsabilità se queste professionalità non si costruiscono? Chi è il responsabile del controllo se  ingenti somme di denaro vengono dirottate per convenzioni multimilionarie a beneficio delle università che forniscono studi, ricerche, nuovi studi e nuove ricerche sugli stessi argomenti?

Ora le pubbliche amministrazioni hanno concluso atti convenzionali costosissimi con società di fornitura di lavoro interinale: di fatto si istituisce la chiamata diretta per il lavoro nella pubblica amministrazione, in modo temporaneo,  con persone chiamate a svolgere attività di lavoro ordinario che un dipendente regolarmente assunto potrebbe portare a compimento.

Il ricorso al lavoro interinale consente di scialacquare altro denaro pubblico, mettere a lavorare chi si vuole, magari ricattarlo stante la possibilità o meno di un futuro rinnovo, ribadire che l’innesto di forze esterne si rende necessario perchè i dipendenti “normali” non producono.

Se non fosse tutto tremendamente serio, a chi dice che non ci sono le risorse per aumentare gli stipendi dei lavoratori bisognerebbe opporre una fragorosa risata.

Read Full Post »