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Archive for novembre 2008

Free Shop

free-shop-scrittaFaccio anche io un po’ di promozione dell’iniziativa che parte oggi a Mira. Già molti dei blog ne parlano, e più se ne parla, meglio è.

Dunque, viene inaugurato oggi alle 16 il Free Shop, presso il Centro Sociale di via Borromini. Di che cosa si tratta? Sarà un luogo dove poter portare oggetti che non si usano più ma ancora in buono stato, affinche qualcun’altro possa prenderli, portarli a casa e farne quell’uso a cui non non eravamo più interessati.

L’iniziativa nasce dalla potente immaginazione degli amici dell’Associazione Srazz, e del resto era stato proprio al Tam Tam del 2006, l’ultima edizione che è stata possibile, che avevamo visto realizzato il primo Free Shop, in quel caso iniziato e finito con la manifestazione. Stavolta invece si tratta di un sede permanente, che sarà aperta il Martedì dalle 9 alle 12 e il Giovedì dalle 15 alle 19.

Ovviamente è tutto gratuito, del resto la gratuità è il valore fondante del Free Shop. Non mi dilungo a parlare ulteriormente, meglio linkarvi il sito dove andrete a fare una più dettagliata conoscenza con Free Shop, e, soprattutto, potrete vedere con i vostri occhi che cosa c’è e che cosa manca, e quello che “manca ” lo potreste portare proprio voi!

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I 7 giorni della Repubblica

ansa_14376396_05290Non si può dire che l’uomo ritratto nella fotografia qui a fianco fosse tra i personaggi più popolari sino a 7 giorni fa. Eppure da qualche tempo non si parla che di lui, su giornali, telegiornali, radiogiornali, siti web. Per coloro i quali si fossero (a ragione) estraniati dal flusso mediatico dirò che questo tizio si chiama  Riccardo Villari, e di professione fa il senatore del Partito democratico. E perchè si parla tanto di lui? Cosa ha fatto di così rilevante? Si è reso promotore di qualche iniziativa importante, decisiva per le sorti di questo paese? Mah, giudicate voi: è stato eletto presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai con i voti del centro-destra. E perchè? Qua già comincio a confondermi, mi pare per mettere in difficoltà il centro-sinistra, non essendo lui il candidato prescelto dal centro sinistra, cui Villari appartiene.

Adesso sembra che neanche il centro-destra che lo ha eletto lo voglia più su quelle poltrona, il centro-sinistra nemmeno, sicché tutti gli chiedono di dimettersi e lui per il momento non sembra intenzionato a farlo.

Sembra una barzelletta, no? E’ invece tutto vero, e da giorni e giorni non si parla d’altro. Tutto ciò mentre la crisi economica fa soffrire le aziende, mentre le famiglie sono in difficoltà, mentre continuano a morire decine di persone ogni mese sui luoghi di lavoro, mentre intere regioni sono in mano alla criminalità, mentre imprenditori siciliani vengono minacciati di morte perchè si ribellano al racket, mentre….

Tutte le questioni che stavo elencando nella lista “aperta” che ognuno di noi può completare a piacere sono state in questi giorni derubricate a notizie di seconda o terza pagina: adesso il palcoscenico è di Riccardo Villari.

Inutile dire che le energie di chi è stato inviato nella capitale a rappresentarci sono tutte impegnate in questo momento nella risoluzione di questa questione cruciale. Perchè vengano affrontate le altre questioni della lista, sarà il caso di pazientare ancora un po’.

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Bloggare in Giappone

japan_narrowweb__300x3320Leggevo tempo fa che la lingua più diffusa nei blog presenti in rete non è l’inglese, come si potrebbe pensare, bensì il…giapponese. Sembra impossibile, ma pare che il bloggare sia una tendenza irrunciabile dei giapponesi soprattutto dei più giovani. Come sempre quando si parla di Giappone, il fenomeno è contraddistinto da una fase di  maggiore evoluzione tecnologica rispetto a quello che succede in Italia: pare infatti che la forma del blog che più viene realizzata nel paese del sol levante non sia quella cui siamo abituati nel nostro paese, con i blog ospitati in veri e propri siti web, realizzati da piattaforme a pagamento o gratuite come quella che state utilizzando nel leggermi. No, in Giappone è il telefono cellulare il veicolo dei blog: sembra che sia possibile far sì che i blog vengano consultati col telefonino, e inviati alla propria rubrica di contatti. Così è possibile agevolmente condividere il proprio diario con chi si conosce.

Devo dire che il fenomeno mi incuriosisce molto: la prerogativa di questo, come di tutti gli altri blog che leggo è quella di essere letto su base volontaria. Leggo il blog se conosco chi lo scrive, se dice cose interessanti, se può essermi utile. Se non voglio, non lo leggo. Recapitare il proprio blog sul telefono di un conoscente lo costringe di fatto a leggerlo, come accade nel caso di un SMS. E i miei colleghi di lavoro sanno  quanto me quanto può essere sgradevole un SMS non richiesto.

Certo, riconoscendo il mittente come accade nel caso di un SMS si potrebbe anche evitare di affrontare la lettura, ma  comunque anche la semplice ricezione rappresenta un  “ingresso” nella giornata altrui.

Chissà cosa accadrebbe se questo blog vi fosse imposto anzichè essere visitato liberamente…cosa ne pensereste?

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Revisioni

officina_trasformazioniCi sono delle situazioni, degli avvenimenti che fanno capire a volte meglio di un intero pamphlet la natura di un paese e delle persone che lo abitano. L’aneddoto che sto per raccontarvi mi è stato fatto conoscere dalla diretta protagonista, una signora di Marano socia della nostra associazione.

Dunque, qualche giorno fa questa signora ha dovuto portare la propria automobile per essere revisionata presso un centro autorizzato. Ha parcheggiato la vettura nei pressi del centro, e si è accordata con in responsabili per il ritiro della stessa circa un’ora dopo. Dopo essersi allontanata e quando stava ormai per scadere il momento fissato per il ritiro, si è accorta di aver dimenticato le chiavi dell’automobile nella propria borsa: non le aveva, sbadatamente, consegnate ai responsabili dell’officina.

Potete immaginare la sua sorpresa quando, tornata in officina si è vista accogliere dai responsabili con una frase che doveva suonare più o meno così: Tutto a posto, signora! Alla richiesta di spiegazioni su come avessero agito sulla macchina, si è vista presentare la fattura con la descrizione del lavoro eseguito!

E’ stato quello il monento in cui la signora, per smascherare la truffa, ha affermato che nessun lavoro poteva essere stato eseguito, visto che le chiavi della macchina non si erano mai mosse dalla sua borsa. Imbarazzo dei responsabili del centro, e poi scontata difesa d’ufficio con scuse di circostanza: dovevano evidentemente essersi sbagliati, la macchina su cui era stata effettuata la revisione era un’altra. Già, come non credergli?

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Avanti Popolo

manifestazioneCome facilmente capibile dal post precedente, stamattina ho partecipato alla manifestazione indetta dalla CGIL contro la piattaforma di rinnovo contrattuale del pubblico impiego e contro le politiche di tagli al comparto del pubblico e del sociale posti in essere dal governo. I manifestanti erano tanti, erano pochi? Non riesco a dirlo di preciso, riesco a dire che il partecipare ad occasioni come questa è forse prima di tutto una esigenza molto personale. Esigenza personale perchè mi fa comunque sentire meglio aver fatto qualcosa per un obiettivo, e questo qualche cosa averlo condiviso sulla strada con amici e colleghi, con semplici compagni di cammino. L’agire in questo senso risponde innanzitutto ad una esigenza di autostima, anche al di là delle prospettive reali di vittoria della mobilitazione. E questo perchè la mia sensazione, ma non solo mia, è che siamo sempre più deboli, impotenti di fronte al saccheggio delle nostre vite e delle nostre risorse da parte di chi decide, legittimato in questo da quella messa in scena democratica che sono le elezioni politiche, di qualunque livello esse siano. 

Tutto bene dunque? non tutto. Al nosto ingresso nella piazza in cui si è tenuto il comizio conclusivo siamo stati accolti dalle note di Bandiera rossa. Mi sento di criticare decisamente questa scelta, perchè chi manifestava non manifestava perchè è o sia stato comunista o di sinistra. I motivi del manifestare erano il rispondere all’attacco del governo al pubblico impiego, attacco mascherato da lotta per la meritocrazia e contro gli sprechi. I motivi del manifestare erano anche essere contro l’accordo per il rinnovo del contratto, che porterebbe ad un aumento di 70 euro lordi, veramente troppo pochi per quello che è stato l’aumento del costo della vita negli ultimi anni. I motivi del manifestare risiedevano nella convinzione che togliere risorse all’università e alla scuola pubblica significa preparare una società più classista e diseguale di quella in cui noi siamo cresciuti. Questi, ed altri, i motivi del nostro scendere in piazza oggi. Perchè pensare che chi è sceso in strada per esprimere il suo dissenso dovrebbe trovarlo intepretato al meglio dalle note di Bandiera Rossa? 

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