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Archive for settembre 2008

Martedì sera 30 Settembre 2008 parte la rassegna “AmMira l’autore”. Grazie alla collaborazione nata con il Centro Studi Riviera del Brenta, la Libreria Riviera e con l’ospitalità della Banca del Veneziano quest’anno siamo in grado di offrire a tutti una rassegna molto più lunga, articolata e, credo, interessante degli anni scorsi. Tutti gli ultimi martedì del mese, un po’ a Mira e un po’ a Marano, ci troviamo per discutere con gli autori, appassionarci ai loro racconti, approfondire le loro storie e ricerche. Si comincia Martedì, dunque. Presso la sala convegni della Banca del Veneziano di Mira incontreremo Franco Bordin, autore del libro Da Altino a Venezia.  Potete visualizzare il depliant della manifestazione e ovviamente potete, anzi dovete, venire a trovarci!

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La strage dei prezzi

E’ questo il titolo dell’ultimo volantone pubblicitario a più pagine di un grande centro commerciale che mi sono trovato nella cassetta della posta stamattina. Ad illustrazione del titolo, la foto dell’asfalto di una strada su cui è disegnata col gesso la sagoma di una fotocamera, così come si farebbe col corpo di un individuo senza vita steso a terra. A protezione dell’area, il nastro a mezz’altezza che di solito si usa per impedire il passaggio delle persone. Intorno alla sagoma, una foto strappata in due, e i due frammenti numerati da una cartellino come lo sono di solito i reperti che vengono evidenziati sul luogo di un crimine.

Cade forse l’ultimo confine ancora non attraversato dalla “fantasia” dei pubblicitari: saccheggiata la famiglia, lo sport, l’amicizia, non parliamo del sesso, ecco che possiamo usare, per vendere fotocamere o prosciutto o mozzarelle, la morte violenta. A quale delle centinaia di morti sulle strade si sarà ispirato l’inventore di quella pubblicità? A quelli del sabato sera? O forse ad una vittima di una vendetta mafiosa? O ad un assassinio del racket dello spaccio di droghe? O forse, trattandosi di strage e quindi della morte di più persone stava pensando ad una situazione tipo Piazza della Loggia a Brescia o stazione di Bologna?

Il volantone recita che della Strage dei prezzi siamo solo alla prima puntata. Probabilmente maggiori dettagli verranno forniti in occasione della seconda.

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Dopo Domenica

E’ già partito su alcuni dei blog più attivi il dibattito su quello che è accaduto Domenica a Mira. Per vederlo e magari partecipare, aprite i link al Tam Tam Blog e a quello di Nico Narsi, che trovate sulla colonna di destra di questa pagina. La festa delle Consulte ha passato il testimone  alla Festa dell’Associazionismo e dello Sport. Doveroso riconoscere soprattutto il grande sforzo di Giuseppe e Nicola, non posso non unirmi al ringraziamento che molti hanno già fatto loro. Non mi soffermo sulle motivazioni che hanno portato al cambiamento di nome e natura della festa, mi interessa piuttosto sottolineare la grande partecipazione di popolo, forse anche in numero maggiore agli anni scorsi. Si sono fatte spesso delle valutazioni sull’impatto che possono avere le condizioni metereologiche sulla festa: chi pensava, come il sottoscritto, che negli anni scorsi la festa ebbe successo anche grazie a delle giornate di splendido sole ha dovuto ricredersi. La gente è venuta, in gran numero e sfidando le minacce di pioggia, a testimoniare che queste associazioni hanno tante persone a sostenerle, non sono sigle fittizie o involucri privi di sostanza.

Mi sono trovato quasi ad invidiare chi passeggiasse da semplice cittadino tra i gazebi della festa: per ci avesse tempo ed etusiasmo sufficiente sarebbe agevole aprofittare dell’attività di una qualsiasi di queste associazioni per colorare di significato il proprio tempo libero. Una possibilità non facile da cogliere per chi dedica già buona parte del proprio tempo all’attività della propria associazione. Non sarebbe male poter decidere di quando in quando, e qui sto vaneggiando, di “cambiare” l’associazione in cui si lavora per confrontarla ad altre realtà, provare nuove esperienze, apprendere diverse metodologie di lavoro, magari scoprire passioni personali che non si sospettava di avere.

Non bisogna dimenticare comunque che la nascita travagliata della manifestazione è dovuta alla crisi che le consulte stanno attraversando, averla agguantata per i capelli grazie allo sforzo importante di pochi coraggiosi  non significa aver risolto i problemi che c’erano. Vedremo nei prossimi mesi se la volontà di rilanciare le consulte ed il loro ruolo professata dagli amministratori sia reale, o una semplice dichiarazione di circostanza.

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Il programma degli spettacoli

Il programma degli spettacoli

 

 

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Fortunatamente questa società è ancora in grado di esprimere persone che non pensano solo ai propri problemi, o che delegano in toto l’organizzazione del proprio tempo libero ad imprese commerciali quali cinema, centri commerciali, pubs o pizzerie.

 

Il mondo del volontariato, della solidarietà, dell’associazionismo di Mira si dà e dà appuntamento a tutti per domenica prossima per l’annuale Festa, quest’anno denominata dell’Associazionismo e dello Sport. Ci troviamo e ci trovate a Mira per tutto il giorno dalle 9 alle 19. Per chi ancora non lo sapesse, la manifestazione prevede le esibizioni  e gli spettacoli di alcune delle associazioni e gruppi sportivi presenti, e la permanenza lungo tutto il tracciato della riviera Silvio Trentin degli stands, presso i quali chiuque potrà avere informazioni sulle attività svolte dai volontari, magari decidendo di unirsi al gruppo. Ovviamente anche l’associazione “Gli Amici di Marano” avrà il suo coloratissimo stand.

Vi aspettiamo numerosi!

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The Hurt locker

Negli anni scorsi ero un assiduo frequentatore dei film della mostra di Venezia. Dopo avere messo su famiglia (per il momento ancora nel suo nucleo più elementare) ho dovuto rinunciare a questa abitudine. Non ho peraltro mai frequentato il Lido, troppo lontano fisicamente e troppo glamour per le mie idee, limitandomi a veder i film proiettati in decentramento a Venezia e Mestre. Ricordo con piacere le code transennate per entrare al cinema Giorgione 4-5 anni fa. Nonostante il disagio dell’attesa, mettermi in coda per entrare al cinema in mezzo a gente appassionata quanto me mi dava la breve illusione del cinema come luogo di conquista, la conquista del biglietto e del posto, per uno spettacolo che non ha eguali. Ricordo di aver fatto, durante la mia esperienza universitaria di Parigi, qualche altra coda. La capitale francese rimane nella mia immaginazione il luogo del cinema per eccellenza. Troppe, veramente troppe le opere indimenticabili che vedono Parigi come protagonista.

Ma non divaghiamo: ieri sono fortunamente riuscito a vedere almeno un film della Mostra del cinema, il film di Kathryn Bigelow che dà il titolo a questo post. Ne sono uscito sopreso: sembra che la stampa ne abbia parlato di un film antimilitarista, mentre non è stata questa l’impressione che ne ho tratto all’uscita dalla sala.

Protagonista del film è un soldato americano in Iraq col compito di disinnescare le bombe che la guerriglia dissemina per Baghdad. La Bigelow racconta con grande professionalità la tensione che pervade i soldati durante le delicate operazioni di disinnesco, quando la minaccia può arrivare non solo dall’ordigno ma da eventuali tiratori appostati sulle case che aprofittino della presenza statica dei soldato per farne dei bersagli. Dicevo che il carattere anti-militarista del film stenta ad uscire, perchè  del protagonista emerge una immagine quasi eroica, di  uomo sprezzante del pericolo ai limiti dell’incoscienza e che alla fine del film tornerà in Iraq piuttosto rapidamente, dopo un periodo trascorso a casa durante il quale stenta a trovare nuovo agio. Nessuna enfasi anti-bellica da parte della regista, forse a volerci dire che non occorre descrivere la guerra come brutta per convincerci, basta raccontarla per quello che è. 

E’ lo spunto per una riflessione sull’informazione, infatti quanti di noi potrebbero conservare il ricordo di questo film come di una pellicola anti-militarista se non lo avessero visto ma avessero unicamente letto le cronache della mostra? E quante tante altre volte accade di non riconoscerci nel racconto che fa la stampa di un evento, se a quell’evento abbiamo partecipato direttamente?

Credo che ognuno di noi potrebbe citare il suo esempio!

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