Non è più così lontana la data del cosiddetto election-day di Giugno, quella che vedrà celebrarsi assieme le elezioni per il Parlamento europeo, quelle di molti consigli provinciali e quelle di alcuni comuni. Non mi soffermerò sulla questione che ha tenuto banco per alcune settimane, quella dell’opportunità di accorpare in una unica giornata di consultazione queste elezioni con i referendum su cui presto ci pronunceremo. Il fatto che non siano state accorpate, sprecando in questo modo una preziosa occasione di risparmio, si commenta da sè. La crisi economica si abbatte su milioni di famiglie più o meno direttamente, il terremoto in Abruzzo ha creato, oltre ai lutti, il bisogno di grossi investimenti di denaro pubblico, eppure per alcuni miserevoli calcoli di convenienza partitica la giornata di voto non sarà unica. Se ci fosse stato bisogno di una conferma in merito al fatto che l’azione dei partiti tutto fa tranne che perseguire il pubblico interesse, eccocela servita su di un piatto d’argento.
Ma oggi mi interessava parlare d’altro. Non so come si comporranno le liste dei candidati per le prossime elezioni europee. Il fatto di non saperlo mi aiuta nello sviluppare un ragionamento molto semplice: attendo di vedere quante e quali liste elettorali presenteranno tra i candidati loro personale politico già eletto in altri organi rappresentativi.
Penso innanzitutto a quelle liste che candideranno loro deputati e senatori, loro consiglieri regionali, provinciali o comunali. Penso anche alla possibilità che ad essere candidati in alcuni casi siano gli stessi segretari nazionali di partito. Ebbene, in tutti questi casi si configura un vero e proprio imbroglio morale ai danni dell’elettore. I segretari nazionali non onoreranno il loro mandato di europarlamentare: verranno eletti e si dimetterano, oppure conserveranno la carica di euronorevole partecipando al 1-2% delle sedute dell’assemblea.
In tutti gli altri casi gli eletti opteranno per una delle due cariche elettive raggiunte (l’europea o l’altra), rendendo vano quindi il voto che i cittadini hanno loro attribuito in una delle due occasioni. Alla peggio, manteranno entrambe quando non costretti a rinunciare a termini di legge, e si troveranno nell’impossibilita di ottemperare con la dovuta serietà ad entrambi gli incarichi. Ebbene, ritengo che sia giusto il momento di battersi perchè questo malcostume cessi. e questo con l’unico strumento rimastoci: il voto. Credo che sia giunto il momento di non votare per nessuno dei partiti che presenteranno nelle loro liste personale politico già eletto in altre assemblee. Credo ne vada della nostra dignità di elettori. E questo anche se ciò ci costringesse a esprimere un voto in contrasto con la nostra storia, le nostre scelte del passato, le nostre idee del presente.
C’è un valore che deve precedere tutto: il valore della correttezza nei confronti dei cittadini. Questo valore precede anche i valori sociali che le forze politiche dicono di rappresentare. Abbiamo l’opportunità di far capire che la nostra dignità non potrà essere calpestata per sempre. Servirà a poco, forse, ma la consapevolezza di non essersi fatti prendere in giro per l’ennesima volta sarà già un premio sufficiente.