I minuti di tragitto che separano le nostre stazioni di partenza da quelle di arrivo ogni mattina vengono spesso associati ad un non-tempo. Ognuno di noi vorrebbe che questo tempo fosse più breve, si vorrebbe “perdere” meno tempo nel trasporto e dedicarlo maggiormente alle nostre vite. So di persone che impegano 2 ore per raggiungere il luogo di lavoro:a loro va tutta la solidarietà del caso, e le riflessioni che sto per fare non possono essere loro estese.
Chi, come il sottoscritto, affronta un viaggio piuttosto breve, dovrebbe invece goderlo appieno, senza considerarlo un tempo sprecato, che nessuno ci restituirà. Sono sempre stato molto incuriosito, per quanto mi riguarda, dalle persone sconosciute: mi piace guardarle, incrociare il loro sguardo più e più volte, cercare di farmi delle fantasie su che tipo di donne e uomini possono essere. Di sicuro questo diario ospiterà di tanto in tanto qualche episodio in “diretta dal treno”.
Oggi pomeriggio, treno delle 16 e 36 del rientro. Scompartimento pieno in ogni posto come al solito. Tra le file dei sedili si fa spazio una donna rom con in braccio un bambino. Con fare non troppo insistente ma neanche rinunciatario, la donna chiede l’elemosina. Tutta la carrozza oppone dapprima indifferenza, e diniego in seguito alle brevi insistenze. Tra i tanti, solo un un signore dalla pelle nera accetta di dare un suo obolo. Ecco che solo un uomo di origine manifestamente diversa dalla nostra compie un gesto che noi, nella stragrande maggioranza, non abbiamo più voglia di fare.
Chi ha ragione? Il signore che non rinuncia a quel gesto? Oppure noi con la nostra presunzione, con il nostro difenderci con parole del tipo “E poi vanno in giro coi macchinoni”…”I soldi se li spende il marito in bottiglie”…”E’ già il terzo che me li chiede oggi”? Possiamo permettere ai nostri giudizi di impedirci di fare qualcosa che rischia di essere giusto, o almeno non completamente sbagliato?
Caro amico, il tuo pensiero è chiaro ma, stavolta (questo è il bello dei blog) permettimi di prendere le distanze.
Non ho la presunzione nè i mezzi per definirmi un conoscitore della cultura ROM nè, spero, pregiudizi così forti da impedirmi di pensare; tuttavia ritengo che MAI i bambini debbano essere coinvolti in tali decisioni di vita degli adulti. Rispetto molto di più i “fastidiosissimi” lavavetri (maggiorenni) che, al più, offrono un servizio non richiesto (ma credo comunque andrebbe approfondito come si decida chi va al singolo incrocio…). La dura legge del mercato, così come in queste occasioni viene declinata dai ROM (ho un bambino, prendo più elemosina) deve trovare, dal mio punto di vista, una ferma risposta: i bambini devono dedicarsi ad altro.
Ci sono culture rispettabilissime che moralmente impongono di cedere parte dei propri guadagni a chi chiede l’elemosina e noi stessi ci fregiamo di aver sostenuto la tal ONLUS dagli scopi umanitari (e ne traiamo pure un beneficio fiscale) ma non condivido l’organizzazione della vita ROM, così come si è adattata a vivere nelle nostra società. Lascio un solo link (si può?) per ulteriori spunti di discussione.
http://www.bambiniscomparsi.it/missingkids/servlet/PageServlet?LanguageCountry=it_IT&PageId=1933
Alla prossima…
Il tuo intervento è la concretizzazione di quello che vorrei fosse questo diario: non solo una possibilità di scrivere quello che mi passa per la testa, ma una occasione per confrontarmi con chi lo legge e trarne profitto. Trovo che tu abbia perfettamente ragione e mi fai vedere la questione da una prospettiva che non avevo considerato adeguatamente: l’uso strumentale dei bambini, oggi utili per impietosire, e magari poi utili per altri atti, peggiori.
Mi preoccupa fortemente la conseguenza di tutto ciò: quando ci formiamo delle sacrosante riserve, delle diffidenze giustificate, come riusciamo a conservare la voglia di essere solidali con chi è veramente in difficoltà? E’ facile fare le opportune distinzioni? O rischiamo di chiudere definitivamente la porta in faccia a questo tipo di situazioni a causa della stanchezza, della sfiducia che si impadronisce di noi?
Utilissimo il link che hai citato, grazie!